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lunedì 26 marzo 2012

CINEMA | This must be the place

Con imperdonabile ritardo ho finalmente visto "This must the place" di Paolo Sorrentino con un mostruosamente bravo Sean Penn, che con rara maestria riesce a non rendere caricaturale un personaggio difficilissimo, una sorta di Robert Smith alla ricerca di sè stesso.
Vi posto qui il pezzo di David Byrne che dà il titolo al film e uno stralcio del diario del padre del protagonista: l'inferno di cui si parla è l'Olocausto.
Film caldamente consigliato!

"Prima dell'inferno c'è stata la casa, il bacio furtivo nel retro del giardino all'età di tredici anni, l'odore e la puzza della casa, le nuvole nere, le brezze del tuono molto vicino, il rifugio del bambino, l'angolo vicino alla finestra, la coperta durante la febbre, la noia felice e i brividi di beatitudine, c'è stata in  due parole l'intimità mentale, il campo decreta la perdita dell'intimità mentale stabilendo cosi una nuova morte che respira. Ci sono molti modi di morire il peggiore è rimanendo vivi."


 

lunedì 11 luglio 2011

INSPIRATION | Colazione con Audrey

Che Audrey Hepburn sia un'icona di stile per tutte noi è un fatto assodato. Come certo è anche che il film che l'ha consacrata in questo suo ruolo è stato senza dubbio Colazione da Tiffany, tratto dal libro di uno dei più grandi scrittori del Novecento, Truman Capote (personalmente uno dei miei preferiti, e se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di leggere "A sangue freddo", magari un po' meno glamour, ma senz'altro un capolavoro che inaugurò un nuovo genere letterario, il romanzo-reportage).

Conosco a memoria le battute del film, ho maniacalmente trovato le differenze tra il romanzo di Capote e la sceneggiatura tratta da Axelrod, ho costretto il mio ragazzo a guardarlo con me. Eppure non conoscevo tutti i retroscena del film e tanto meno sapevo quanto a livello sociale il film abbia contribuito a creare  la figura della donna moderna. Ora però ho rimediato a questa lacuna grazie al libro del critico cinematografico Sam Wasson, "Colazione con Audrey", edito in Italia da Rizzoli. Il volume racconta, in maniera quasi romanzata, la nascita, la realizzazione e le conseguenze di un film unico, svelando anche i retroscena più significativi e le sfumature segrete: le difficoltà incontrate dai produttori, la ritrosia iniziale della Hepburn, il modo travolgente di lavorare del regista Blake Edwards. 

Io lo sto divorando e vi consiglio assolutamente di aggiungere questo prezioso volume alla vostra libreria. 

martedì 30 novembre 2010

Addio Monicelli

E' ancora vivido in me il ricordo di quel pomeriggio di dicembre in cui io e Roberto avevamo avuto il privilegio di vederlo dal vivo, così minuto fisicamente, eppure così grande, lucido, energico, volitivo.
Sono ancora incredula. Ma credo che il suo gesto estremo parli ancora una volta della sua grandezza e sia la sua grande uscita di scena.

Mario Monicelli (16 Maggio 1915- 29 Novembre 2010)


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