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giovedì 27 ottobre 2011

EVENTI | "Audrey a Roma. Esterno giorno"

Tutte la conosciamo nella sua veste di icona glamour, nell'inconfondibile figura sottile fasciata nel tubino nero di Givenchy in un'alba sulla Fifth Avenue, per sempre cristallizzata nel nostro immaginario. Eppure Audrey Hepburn non era solo questo, ma molto, molto di più: una donna con una storia personale difficile, dalla forza incredibile e da una bontà d'animo commovente. Basterebbe documentarsi sul suo impegno di ambasciatrice dell'Unicef per poter anche solo intuire la grandezza di un'attrice indimenticabile, che viene oggi celebrata nella sua città adottiva, Roma: ha inaugurato infatti ieri al Museo dell'Ara Pacis la mostra "Audrey a Roma. Esterno giorno", fortemente voluta dal Club Amici di Audrey per raccogliere fondi proprio a favore di Unicef, cui verrà devoluta parte del biglietto, con l'obiettivo di combattere la malnutrizione infantile in Ciad. 

La mostra è curata dal secondo figlio di Audrey Hepburn, Luca Dotti, con Ludovica Damiani, Sciascia Gambaccini, Guido Torlonia e la consulenza di Sava Bisazza Terracini. Una selezione di 150 scatti inediti, che colgono Audrey Hepburn in momenti di vita quotidiana nella capitale italiana.
Un video esclusivo montato da Pier Paolo Verga e prodotto da Luchino Visconti rivelerà, poi, momenti della sua vita privata lontana dalle scene: l’incontro e il matrimonio con il medico italiano Andrea Dotti, la nascita del figlio Luca, le passeggiate in montagna, le vacanze al mare. 
Accanto ai contenuti multimediali, per la gioia delle fashioniste più appassionate,  alla mostra verranno esposti alcuni abiti e accessori creati da mostri sacri della moda come Givenchy e Valentino, ma anche abiti indossati da Audrey nella vita di tutti i giorni. 
Uno spazio sarà, poi, dedicato alle immagini dall’archivio UNICEF che documentano i viaggi di Audrey Hepburn in Bangladesh, Vietnam, Somalia, Sudan, Etiopia ed America Latina ed il suo instancabile impegno a favore dei bambini meno fortunati.

Un aspetto, quest'ultimo, che mi ha impressionato e commosso tantissimo quando, appassionata come molte di voi delle sue pellicole e del suo inconfondibile stile, ho deciso di conoscere meglio la sua storia personale: colpisce davvero la grande umanità di Audrey Hepburn, un'umanità testimoniata dai contenuti della mostra all'Ara Pacis, un omaggio sincero ad una donna straordinaria, assolutamente da non perdere. 




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AUDREY HEPBURN SUL SET DEL FILM “GUERRA E PACE” - 1955 Pierluigi Praturlon © Reporters Associati



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AUDREY HEPBURN - A passeggio per via Bissolati, Roma - 1968 Elio Sorci © Camera Press/Photomasi (IMMAGINE LOCANDINA)



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1959. Audrey a Trinità dei Monti. Sullo sfondo, Villa Medici, sede dell’Ac- cademia di Francia. © Archivio Storico Luce – proprietà Cinecittà Luce



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16 giugno 1958. Un’elegantissima Audrey in partenza dall’aeroporto di Ciampino dopo un incontro con i giornalisti.
© Archivio Storico Luce – proprietà Cinecittà Luce



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AUDREY HEPBURN E IL MARITO AN- DREA DOTTI - 1970 © Photomasi



lunedì 11 luglio 2011

INSPIRATION | Colazione con Audrey

Che Audrey Hepburn sia un'icona di stile per tutte noi è un fatto assodato. Come certo è anche che il film che l'ha consacrata in questo suo ruolo è stato senza dubbio Colazione da Tiffany, tratto dal libro di uno dei più grandi scrittori del Novecento, Truman Capote (personalmente uno dei miei preferiti, e se non l'avete ancora fatto, vi consiglio di leggere "A sangue freddo", magari un po' meno glamour, ma senz'altro un capolavoro che inaugurò un nuovo genere letterario, il romanzo-reportage).

Conosco a memoria le battute del film, ho maniacalmente trovato le differenze tra il romanzo di Capote e la sceneggiatura tratta da Axelrod, ho costretto il mio ragazzo a guardarlo con me. Eppure non conoscevo tutti i retroscena del film e tanto meno sapevo quanto a livello sociale il film abbia contribuito a creare  la figura della donna moderna. Ora però ho rimediato a questa lacuna grazie al libro del critico cinematografico Sam Wasson, "Colazione con Audrey", edito in Italia da Rizzoli. Il volume racconta, in maniera quasi romanzata, la nascita, la realizzazione e le conseguenze di un film unico, svelando anche i retroscena più significativi e le sfumature segrete: le difficoltà incontrate dai produttori, la ritrosia iniziale della Hepburn, il modo travolgente di lavorare del regista Blake Edwards. 

Io lo sto divorando e vi consiglio assolutamente di aggiungere questo prezioso volume alla vostra libreria. 

venerdì 4 giugno 2010

So in love with white shirt


Irrinunciabile passe-partout di cui non si può assolutamente fare a meno: sto parlando della camicia bianca, un must have che conquistò la copertina di Vogue Aprile nel 1992, numero storico per il centesimo anniversario della nascita della rivista, su cui campeggiavano le dieci supertop di allora, tutte con una camicia bianca immacolata, impalpabile, fresca. 

Dalla visione concettuale dei designer giapponesi Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo al minimalismo delle versioni di Helmut Lang e Jil Sander, la camicia bianca rappresenta nella moda un classico intramontabile ed estremamente versatile: personalmente adoro indossarla sia sui jeans distressed sia su quelli scuri, solo con semplici orecchini di perle. Ma mi piace anche il modo sfacciato con cui la indossa una delle gemelle Olsen, con intimo in vista. Indimenticabili e chic quelle indossate da Audrey Hepburn in Vacanze Romane e da Diane Keaton in Io e Annie.

Ultimamente ne ho cercata e trovata una fa Zara, in leggero e lezioso chiffon: sempre così femminile e delicata!


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sabato 29 maggio 2010

MY NEW FINDS | Miu Miu flats

Un piccolo desiderio realizzato...le adoro! Mi ricordano tanto quelle che Ferragamo creò per la divina Audrey Hepburn. Buon week end a tutte!


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giovedì 18 marzo 2010

FASHION PILLS | Il tubino nero

"Era una tiepida serata quasi estiva e lei indossava un esile, fresco abito nero, sandali neri, un filo di perle". Truman Capote, Colazione da Tiffany (1958).

Care le mie lettrici ultimamente ho rispolverato i miei libri di storia e sociologia della moda dei tempi lontani (!!!!) in cui studiavo, e ho deciso che sarebbe stato divertente e utile usare le preziose informazioni tratte da quei testi per creare una nuova rubrica: si intitola "FASHION PILLS" e parlerà sia di storia della moda sia di quello che ognuna di noi dovrebbe custodire nel proprio armadio.
Il primo must have, di diritto, non poteva che essere il tubino nero, quintessenza dello chic e capo senza tempo, creazione della nostra beniamina Gabrielle "Coco" Chanel. Il cinema ha reso a questo capo tributi leggendari: nell'immaginario comune il tubino nero per eccellenza è quello indossato dalla divina Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany, e creato per lei da Hubert de Givenchy. Altro modello che resta nella memoria è quello di Catherine Deneuve in Bella di giorno. Più di recente ricordo Demi Moore, che con il suo tubino nero conquista Robert Redford in Proposta Indecente, e Sarah Jessica Parker che lo sfoggia ne Il club delle prime mogli.

Personaggio: trovo che Sofia Coppola sia una delle donne che lo indossa con la stessa grazia ed eleganza di Audrey Hepburn. E voi che ne dite?

Consigli pratici: la semplicità del tubino nero richiede accessori importanti, quindi sì a tacchi a stiletto, filo di perle o orecchini chandelier. Ma direi che anche la versione minimal con ballerine super flat e accessori ridotti può essere una altrettanto valida alternativa.


Ne approfitto per dirvi anche che sto scrivendo dei post per la community di Donna Moderna, all'interno della quale ho creato il gruppo Fashion Blogger: obiettivo è quello di continuare a scrivere dei post anche dopo l'esperienza della Fashion Week. Chiunque sia interessata a partecipare mi scriva pure!

venerdì 15 gennaio 2010

TRENDS | Oui Paris!

"Oh ma Parigi non è fatta per cambiare aerei, è fatta per sognare", diceva Audrey Hepburn in Sabrina...e io ultimamente ci penso spesso. Sarà che i primi di marzo andrò a trascorrere un romantico week end con Roberto proprio lì, sarà che persino la moda sembra ogni giorno ricordarmi dell'aura splendida che circonda la capitale francese. Ho ritrovato il suo simbolo per eccellenza, la Tour Eiffel, in una deliziosa collanina di Fashionology e in un bel maglione a righe di Topshop, fattomi scoprire dalla mia amica Giusy e che poi ho ritrovato in un outfit della splendida Andy di Stylescrapbook. La quale peraltro non nasconde la sua smisurata passione per la capitale francese, le cui immagini riempiono allegramente tutta la sua casa. Che stia nascendo una "tendenza Parigi"?











lunedì 30 novembre 2009

INSPIRATION | Una vita da copertina

"Quelli che non vogliono imitare nulla, non producono nulla".
E' una frase di Salvador Dalì e mi ha fatto pensare alle icone di stile che spesso tento di emulare. Una di queste è senz'altro l'intramontabile Audrey Hepburn.

Dal tubino nero reso celebre in Colazione da Tiffany, allo stile minimale fatto di dolcevita nero, pantaloni Capri e ballerine rasoterra, indossati in Cenerentola a Parigi, lo stile glam chic della celebre attrice continua ad esercitare un'indiscutibile influenza sul mondo della moda. E' una delle ragioni per cui, a costo di sembrare scontati, molti continuano a dedicarle dei libri.

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Uno di questi, uscito di recente per la casa editrice Magazzini Salani e scritto da Scott Brizel, si intitola "Una vita da copertina" e ripercorre la vita della Hepburn attraverso 600 bellissime immagini tratte da servizi fotografici apparsi sulle riviste di tutto il mondo: dalle prime copertine, ai film di successo, fino al suo instancabile impegno come ambasciatrice dell'UNICEF, il libro di Brizel costituisce l'ennesima interessante testimonianza dell'innata eleganza di un mito intramontabile.

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