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mercoledì 2 febbraio 2011

BOOKS | Arance rosso sangue, John Hawkes

Voglio inaugurare una serie di post in cui vi riporto i passi preferiti dai libri che leggo. Lo so ha poco a che fare con la moda, ma in fondo io vorrei che il mio blog potesse suggerire sempre l'idea di bellezza estrema che tutte le forme d'arte e la vita stessa racchiudono.

"Avrei potuto evitare il nostro...come devo chiamarlo? Idillio? Sì avrei potuto evitarlo. Forse avrei potuto mettermi le mani in tasca invece di usarle per togliermi gli occhiali [...]. In fondo, avrei potuto proseguire fino alla spiaggia e lanciare ciottoli nello sciabordio fosforoso del mare per un paio d'ore. Ma un amante costante, metodico, schietto come me in realtà non ha scelta Catherine. Gli occhiali mi vengono via fra le mani, i lembi della vestaglia mi si aprono da soli, io non faccio che ripiegare le stanghette d'oro. Non ho scelta. E non dimenticare che mi stavi aspettando. Tu desideravi il mio passo lento, la mia ombra forte e scura, il mio pacchetto di sigarette pieno, il mio canticchiare sottovoce mentre mi avvicinavo alla vostra villa. Non eravamo liberi di scegliere quella prima notte, né io né tu. E' stato inevitabile"

Arance Rosso Sangue (John Hawkes, Minimum Fax)


Immagini: weheartit

lunedì 29 novembre 2010

FOTOGRAFIA | Lost Memories di Roberto Arleo alla Galleria Gallerati

Giorni fa ho ricevuto un piacevole commento da un anonimo che si complimentava con me perché il mio blog non ha un carattere autoreferenziale: voglia, dunque, perdonarmi quel gentile anonimo per questa eccezione che mi concedo, e spero lo facciate tutte. 
Vorrei parlarvi di una mostra, che mi vede protagonista in prima persona, se non altro per il mio legame con il fotografo! Lost Memories è infatti un progetto fotografico di Roberto, che parteciperà ad una mostra collettiva a Roma: FUORI 4, questo il titolo della mostra, prenderà il via il prossimo 18 dicembre alla Galleria Gallerati di Roma ed è stata curata da Valentina Trisolino.



Lost Memories èun affascinante quanto insolito viaggio all'interno di identità solo apparentemente perdute e paradossalmente ancora più forti. Più forti perché ad ogni personaggio ritratto l'autore attribuisce una nuova prospettiva identitaria, fissata dal suo sguardo e dal suo ricordo. La memoria diventa lo strumento principe di una nuova costruzione dell'identità, definita da un elemento significante molto caratteristico, il pallino, che con il suo colore suggerisce di volta in volta un particolare stato d'animo. I volti si perdono negli scatti di Lost Memories, ma restano altri particolari significativi, sospesi fuori dal tempo: delle mani nodose di anziano che afferrano una tazza, l'ombra di un ragazzo riflessa nella pioggia, mani che si stringono in un gioco estatico.
L'immagine scelta per la mostra è quella di una ragazza che si staglia su uno sfondo bianco e immaginifico: "Non com'era nella realtà, ma come la vedeva lui. Bella come se la immaginava. Perfetta."

Non perdetevi la mostra!

FUORI 4
A cura di Valentina Trisolino Galleria Gallerati (Via Apuania 55 – 00162 Roma )
Inaugurazione: sabato 18 dicembre 2010, ore 19.00-22.00
Presentazione del catalogo: sabato 18 dicembre 2010, ore 19.00-22.00
Fino al 31 gennaio 2011 (ingresso libero)
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento
Dal 1° al 6 gennaio 2009 chiusura festiva



giovedì 25 novembre 2010

FOTOGRAFIA | Martina in-visibile

Ha preso il via ieri a Milano Fotografica 2010, evento realizzato da Canon e Spazio Forma, destinato agli appassionati di fotografia: cinque giorni di incontri, dibattiti, workshop su questa straordinaria forma di documentazione della realtà che non smette di attirare nuovi appassionati adepti.

All'interno della manifestazione è presenta la mostra "Martina in-visibile": partendo da un'idea di Settimio Benedusi e Denis Curti, Martina Colombari ha deciso di realizzare per un periodo di tempo degli autoscatti che la ritraessero nei momenti più intimi delle sue giornate. 

Liberatasi dai virtuosismi e dai tecnicismi imposti da una certa visione della fotografia, Martina ha fatto emergere la parte più autentica di sé.
Lasciamo per un attimo da parte il fatto che si tratti di un personaggio noto: quello che mi ha colpito nella mostra è l'uso della fotografia come strumento per documentare una sorta di viaggio interiore, come era già accaduto nell'opera di Francesca Woodman o come succede in quella del contemporaneo Noah Kalina.




"E’ come se la personalità di Martina, protagonista e autrice di queste fotografie, si rivelasse solo a tratti, per poi darsi nella sua interezza. Discontinua e profonda. Dissonante e armonica. Fluttuante e arroccata. Martina è tutte queste cose messe insieme. E forse ognuno è mille cose. Tutto dipende dal punto di vista. Dipende dagli occhi che guardano, dai cuori che ascoltano, dal sangue che pulsa. Dalla digestione. Dagli odori. Il punto di vista di Martina è contraddittorio, ma sincero. Questo l’aspetto che mi ha colpito sopra ogni altra idea e progetto. Un linguaggio, il suo, senza mediazioni. Coraggioso, mai arrogante e senza travestimenti", ha affermato Denis Curti, uno dei curatori della mostra.

Da blogger spesso mi capita di ritrarre me stessa: eppure non mi soffermo mai sui significati reconditi che la fotografia restituisce di me stessa. Fino ad ora ho badato fin troppo al punto di vista dell'estetica, senza mai cercare di andare al di là, senza mai cogliere quanto di me stessa la fotografia potesse cogliere e raccontare in un certo frangente. Ora so che è anche uno strumento straordinario per scavare dentro sé stessi. E guardare al proprio io, senza troppa paura.

giovedì 24 giugno 2010

INSPIRATION | "Vite private" e "Sulla scena": le personali di Erwin Olaf e Phil Stern

Photobucket
Hotel Kyoto (Room 211), 2009


Da sempre la fotografia costituisce per me una fonte d'ispirazione, non solo per quel che concerne la moda: la fotografia infatti suggerisce storie, racconti, mondi interi. Le ultime due mostre che ho visitato, "Vite private" di Erwin Olaf e "Sulla scena" di Philip Stern, appartengono senz'altro a quest'ultima categoria di esposizioni, quelle, cioè, in grado di restituire in una sola immagine lo spaccato di una realtà, a tratti onirica, come nel caso di Olaf, vero genio della moderna fotografia di ritratto, a tratti scintillante e glamour, come nel caso del grande Stern, maestro del reportage in bianco e nero. 




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